Andando a sostituire dei PC obsoleti con nuove macchine dotate di Windows Vista come prima cosa ho notato che Windows Mail non importa la posta del vacchio PC, sia essa salvata da Outlook che da Outlook Express.

Nonostante Windows Mail integri un’opzione per importare da file DBX l’operazione non va praticamente mai a buon fine. Quindi sarebbe opportuno utilizzare una simpatica utility freeware, Macallan Outlook Express Extraction, per convertire i DBX in cartelle di mail, utilizzabili in Windows Mail.

La prima cosa da fare è quindi quella di individuare dove risiedono gli archivi di Outlook Express (questo significa che se usate MS Outlook dovete importare i messaggi in Outlook Express (se non vi ritrovate l’icona fate click su “Start > Esegui…” e digitate msimn.exe). Per individuare gli archivi è sufficiente cliccare con il tasto destro del mouse sull’icona di posta in arrivo in Outlook Express e nella finestra delle Proprietà copiare il percorso dell’archivio. » Continua a leggere…

Ho installato Microsoft Office 2008 for Mac su due iMac differenti. Il primo, con un’installazione “pulita” di Leopard non ha dato problemi, il secondo invece, con un upgrade da Tiger e Leopard, ha dato qualche finestra di errore abbastanza sospetta e alla fine il risultato è stata un’installazione inutilizzabile, perché avviando uno qualunque dei programmi della suite, si apriva la finestra di registrazione del pacchetto, senza dare accesso al programma.

Nonostante avessi eseguito una rimozione assolutamente pulita utilizzando l’apposito tool, andando a reinstallare ho notato che non mi chiedeva più la product key, senza contare che permaneva il problema di avvio. » Continua a leggere…

Non sempre si può disporre di un paio di casse quando necessario. Magari si vuole ascoltare la musica del proprio iPod senza cuffie e senza doverlo sincronizzare con l’iMac dell’ufficio. Oppure abbiamo un cellulare, un lettore o una qualunque periferica con uscita audio e vogliamo sfruttare i discreti altoparlanti dell’iMac.

Qualunque sia la vostra esigenza vi scontrerete, come ho fatto io, con un assurdo. Collegando infatti la periferica alla linea audio dell’iMac e mandandola in riproduzione noterete come non si sente alcun suono. Forse pretendere che tutto funzioni senza alcuna configurazione è troppo. Allora andiamo a verificare la configurazione del Suono nelle Preferenze di Sistema:

 

Preferenze audio

Preferenze audio

L’indicatore mostra chiaramente una sorgente in ingresso, ma nonostante questo dagli altoparlanti possiamo sentire solo i classici suoni di sistema. » Continua a leggere…

Uno degli strumenti più comodi per la gestione remota delle macchine server è il VNC (Virtual Network Computing), un sistema che sfrutta il protocollo RFB per garantire l’accesso remoto ad una macchina. Nonostante il Desktop Remoto di Windows sia in molti casi più performante per la gestione delle macchine da remoto, VNC è molto usato in quanto sistema cross platform, disponibile cioè su tutti i sistemi operativi.

Una delle pecche più grandi di VNC è la sua scarsa affidabilità in termini di sicurezza: l’inoltro delle credenziali di accesso avviene in modo “non-criptato” e questo espone il server VNC (e quindi la macchina che lo esegue) a numerosi rischi.

Fortunatamente è possibile effettuare la connessione alla macchina server attraverso un tunnel SSH che garantisce il livello di sicurezza necessario sebbene non intrinsecamente implementato in VNC. » Continua a leggere…

Da un paio di settimane lo staff di sviluppo di Wordpress.org ha rilasciato la versione 2.6 della propria piattaforma: moltissime le novità di rilievo, soprattutto nel back-office. Tra le modifiche prettamente estetiche spicca l’introduzione della didascalia con sfondo colorato sotto le immagini, che nel pacchetto di installazione/aggiornamento si applica però esclusivamente al tema di default.

Nel caso in cui abbiate installato e personalizzato un tema differente, precedente al lancio di WordPress 2.6, bisogna implementare questa miglioria nel foglio di stile del tema in uso. In realtà non è una modifica molto facoltativa, perché se anche non gradissimo l’aggiunta della didascalia la visualizzazione delle immagini risulterebbe alterata, dato che adesso il codice HTML fa riferimento ad uno stile (caption) non presente nel foglio di stile. » Continua a leggere…

Impostazioni generali

Terminata l’installazione di Exchange 2003 possiamo procedere con la configurazione base: per fare questo avviamo da “Start > Programmi > Microsoft Exchange” il “Gestore di sistema”.

Dalle Proprietà del server (tasto destro sul nome di domino) andiamo ad impostare la modalità nativa per Exchange, cliccando sul pulsante “Cambia modalità” nella sezione “Cambio modalità operativa”:

Modalità nativa di Exchange

Impostazione della modalità nativa di Exchange

Confermata l’operazione nel campo “Modalità operativa” sarà riportato “Modalità nativa”. Applichiamo le modifiche e chiudiamo il “Gestore di sistema” per riaprirlo immediatamente. » Continua a leggere…

Introduzione: perché Linux?

Così, quasi per caso, mi sono ritrovato tra le mani un Asus EeePC 900 configurato con Windows XP Home. Dopo averlo provato posso dire che le mie iniziali preoccupazioni relative alle prestazioni erano infondate: nonostante il processore non sia propriamente un fulmine, fa il suo lavoro in modo egregio ed 1 GB di RAM è sufficiente per tutti queli lavori che è pensabile svolgere con il piccolo (ed economico) gioiello taiwanese.

Molte perplessità invece sono sorte sui due SSD montati in questa nuova versione dell’EeePC: la versione che monta Windows XP, infatti, è provvista di due SSD, rispettivamente da 4 e da 8 GB. Nel primo SSD da 4 GB risiede il sistema operativo vero e proprio, mentre nel secondo SSD sono installati alcuni programmi aggiuntivi. Senza aver installato nulla lo spazio disponibile nel primo SSD è stato appena sufficiente ad aggiornare Windows XP al Service Pack 3. Dopodiché ho dovuto cominciare a rimuovere cartelle, disinstallare programmi e eliminare componenti di Windows, perché con soli 120 MB di spazio non potevo fare praticamente nulla.

In rete si trovano molti suggerimenti su come sfruttare al meglio il poco spazio a disposizione con Windows XP. Ma onestamente, trovo molto più stimolante cercare di capire come sfruttare al meglio l’hardware della macchina. E chiaramente questo è possibile solo con Linux. ;) » Continua a leggere…

Apro con questo articolo uno degli argomenti più delicati nella configurazione della rete aziendale. Nonostante la procedura di installazione e configurazione basilare di Microsoft Exchange sia estremamente semplice, ci sono molte opzioni da impostare in fase di post-installazione che fanno la differenza tra un server a rischio ed un server performante e sicuro.

Nell’articolo vedremo come configurare un server di posta elettronica completo con Exchange, su una macchina con Windows Server 2003 R2 appena installato. Non è questa la sede per affrontare il discorso sull’hardware, ma personalmente consiglio l’impiego di almeno 4 GB di RAM sulla macchina che andrà a gestire la posta elettronica con tutti i servizi correlati, assieme ad un processore adeguatamente performante. Ovviamente lo spazio a disposizione su disco risponde alle esigenze di capienza delle singole cassette postali.

Altro discorso che mi sta a cuore: un’ampia letteratura spiega perché è preferibile installare Exchange su una macchina Windows Server 2003 che non abbia il ruolo di Domain Controller. Tralasciando i facili discorsi sulla politica della Microsoft a mio parere è impensabile progettare un dominio con Active Directory, acquistare una licenza Exchange (e quindi una licenza Office con Outlook per ogni postazione), un software di backup ed uno di antivirus (e magari antispam) e poi perdersi nell’acquisto di una macchina server dedicata. Perché se non avete bisogno di tutte le features fornite dall’accoppiata Exchange + Outlook, fareste meglio ad optare per una soluzione che abbia un impatto economico decisamente più basso, utilizzando un’ottima soluzione gratuita e Outlook Express su ogni postazione. » Continua a leggere…

Impostare un Active Directory all’interno della rete aziendale presenta molti vantaggi. La maggior parte di questi a mio parere è legata alla possibilità di impostare delle policies di gruppo che automatizzino la quasi totalità delle operazioni di routine che è necessario compiere sui computer almeno una volta affinché possano essere utilizzati dall’utente.

Limitare gli interventi diretti dell’amministratore del dominio è quindi l’irrinunciabile vantaggio che ci restituisce il reale valore di questo tipo di implementazione, costosa in termini di tempo e di denaro.

Una dimostrazione abbastanza semplice di quello che ho scritto è la possibilità di definire dei criteri che eseguano sulle macchine specifici script in fase di avvio o chiusura sessione. Utilizzando appositi comandi, potremo dunque associare al login di determinati utenti il mount di specifiche cartelle di rete, indipendentemente dalla macchina che stanno usando, con il comando NET USE. » Continua a leggere…

Quanti di coloro che lavorano con software gestionali non hanno a che fare con complessi codici prodotto? Molti software gestionali ed ERP lasciano ampia libertà nella codifica dei prodotti e non sempre la scelta di un sistema GS1 (legato cioé ai codici a barre) risulta quella più semplice per chi si occupa del data entry. Spesso si opta per un’aggregazione di caratteri basata sui “dati anagrafici” del prodotto (categoria merceologica, famiglia, fornitura, etc.), ma se la composizione dei codici non è gestita direttamente dal software non sarà possibile gestire i dati secondo una logica bidirezionale. Questo significa che, dato un elenco di codici, è possibile risalire all’anagrafica del prodotto solo se si conosce la logica di composizione del codice stesso. E pur conoscendola, non sempre la mole dei dati consente questo tipo di operazione in tempi accettabili.

Ecco che, in una situazione di questo tipo (anche in contesti completamente differenti da quello descritto), interviene la capacità di parsing di Excel, che con qualche formula ben strutturata ed una tabella con i dati sorgente consente di recuperare parte dell’anagrafica in modo automatico. » Continua a leggere…

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