2 è uguale a 1?

In giro per la rete mi sono imbattuto in questa immagine in cui si tenta di trarre in inganno il lettore dimostrando che 2=1!

2=1 ?!?

2=1 ?!?

Il procedimento sembra formalmente corretto. Nella prima riga abbiamo l’assunto di partenza:

a=b

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Accesso IMAP e GMAIL

Ormai Gmail si avvia ad essere uno dei più diffusi servizi di posta elettronica gratuita (e non) grazie all’estrema semplicità d’uso e ad un’ampia gamma di servizi congiunti. Nonostante l’interfaccia web di Gmail sia estremamente versatile potreste comunque avere la necessità di configurare il vostro account in un client di posta elettronica.

Contrariamente a tanti altri servizi di posta, Gmail permette il download sia attraverso il protocollo POP3W che attraverso l’IMAPW. Il secondo, per quanti non lo conoscessero correttamente, è un protocollo molto versatile perché non permette solamente il download dei messaggi di posta elettronica, ma garantisce una effettiva sincronizzazione tra tutte le cartelle del server ed il client. Tramite il protocollo IMAP pertanto, è possibile leggere la posta elettronica su un client, spostare i messaggi nelle varie cartelle e visualizzare le modifiche su tutti gli altri client che accedano utilizzando lo stesso protocollo.

Il servizio IMAP non è automaticamente attivo, ma va impostato per ogni account Gmail, pertanto entriamo nel nostro account e quindi nella sezione “Impostazioni”:

1. Accedere alle impostazioni di Gmail

1. Accedere alle impostazioni di Gmail

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Nella giornata di oggi alcuni siti che gestisco, impostati su Wordpress, hanno cominciato a mostrare il seguente avviso un paio di secondi dopo aver terminato il caricamento della home-page:

Errore di Wordpress

Errore di Wordpress

Trattandosi di un provider perlopiù sconosciuto ho cominciato a domandarmi se non si fosse trattato di una intrusione di qualche tipo, per quanto improbabile. Entrando direttamente nella pagina di backoffice ho notato che il problema non si è riproposto, pertanto ho dedotto che il problema era legato al frontend (o anche solo al tema).

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iPad: manca il file-system? Fosse quello…

Dopo qualche giorno dalla presentazione dell’iPad cominciamo ad avere qualche dettaglio in più sulla sua “identità”, in particolare sulle sue caratteristiche che lo rengono un prodotto a metà tra un iPhone ed un MacBook.

Apple A4

Apple A4

Tanto per cominciare avrà un processore (o meglio un System-on-a-chipW) Apple A4 da 1GHz: i ben informati ritengono sia basato sull’architettura dell’ARM Cortex-A9 MPCore, e che quindi sia una sorta di “clone” dello Snapdragon. Per poter lavorare sull’architettura ARM Apple ha dovuto acquistare un paio di anni or sono la PA Semi, licenziataria dei processori ARM. Aldilà dei tecnicismi, questa scelta si traduce in 10 ore di autonomia in uso e più di un mese in standby. Veramente impressionante, un po` come il rivestimento oleorepellente del display, che dicono sia a prova di impronta.

Sarà disponibile una versione con connettività 3G (e GPS) grazie ad uno slot Micro-SIM, un formato che per ora si è solo intravisto in Italia. Inoltre saranno disponibili nell’AppStore versioni appositamente progettata per iPad dei programmi che compongono la suite iWork: non mi sembra siano stati resi noti i dettagli dei costi, ma penso che sarà un’acquisto irrinunciabile per chiunque non voglia usare il tablet solo come uno strumento mulimediale.

Saranno disponibili anche diversi accessori interessanti, come il dock appositamente progettato per collegare l’iPad al PC/Mac, ricaricarlo, collegare altoparlanti esterni o utilizzare il Camera Connection Kit: si tratta fondamentalmente di due adattatori che possono essere collegati al connettore dock presente sull’iPad, una porta USB per fotocamere e un lettore di schede SD.

Ma con il passare dei giorni cominciamo anche a scoprire cosa manca sull’iPad, a partire dalle cose più evidenti.
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Connettori USB… ma quanti sono?

Quando si pensa ad un connettore USB siamo abituati a focalizzare, istintivamente, il plug USB presente su qualunque computer. Ma se ci fermiamo a riflettere, quando si parla di altri dispositivi, i plug USB sono ben diversi: basti pensare al plug delle stampanti o ai connettori dei cellulari. Ma andiamo con ordine.

Lo standard USB è stato definito nell’ormai lontano 1996 ed ha avuto immediata diffusione grazie al cosiddetto plug’n'play (che all’epoca di Windows 95/98 era piuttosto un plug’n'prey). Se la sua diffusione è stata favorita dalla possibilità di collegare rapidamente molteplici periferiche con un unico standard di connessione, in un secondo momento è stata valorizzata prevalentemente la possibilità offerta dai plug USB di collegare memorie di massa al PC/Mac. Continua a leggere

Non capita spesso di trovare dei tool di monitoring così interessanti e ad un prezzo assolutamente ridicolo (0,79€): chiaramente non stiamo parlando di un sistema di monitoraggio professionale ed avanzato, ma di un semplice tool per avere rapidamente una “istantanea” sullo stato di salute del nostro iPhone, dei nostri server (Linux o Solaris) e dei nostri Mac.

L’elemento di partenza è l’applicazione per iPhone (il client), l’unico componente a pagamento, che può essere acquistato dall’AppStore a soli 79 cent. Il solo client permette di monitorare il proprio iPhone:

iStat: stato dell'iPhone

iStat: stato dell'iPhone


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