domenica, gennaio 31st, 2010 at
09:37
Dopo qualche giorno dalla presentazione dell’iPad cominciamo ad avere qualche dettaglio in più sulla sua “identità”, in particolare sulle sue caratteristiche che lo rengono un prodotto a metà tra un iPhone ed un MacBook.

Apple A4
Tanto per cominciare avrà un processore (o meglio un System-on-a-chipW) Apple A4 da 1GHz: i ben informati ritengono sia basato sull’architettura dell’ARM Cortex-A9 MPCore, e che quindi sia una sorta di “clone” dello Snapdragon. Per poter lavorare sull’architettura ARM Apple ha dovuto acquistare un paio di anni or sono la PA Semi, licenziataria dei processori ARM. Aldilà dei tecnicismi, questa scelta si traduce in 10 ore di autonomia in uso e più di un mese in standby. Veramente impressionante, un po` come il rivestimento oleorepellente del display, che dicono sia a prova di impronta.
Sarà disponibile una versione con connettività 3G (e GPS) grazie ad uno slot Micro-SIM, un formato che per ora si è solo intravisto in Italia. Inoltre saranno disponibili nell’AppStore versioni appositamente progettata per iPad dei programmi che compongono la suite iWork: non mi sembra siano stati resi noti i dettagli dei costi, ma penso che sarà un’acquisto irrinunciabile per chiunque non voglia usare il tablet solo come uno strumento mulimediale.
Saranno disponibili anche diversi accessori interessanti, come il dock appositamente progettato per collegare l’iPad al PC/Mac, ricaricarlo, collegare altoparlanti esterni o utilizzare il Camera Connection Kit: si tratta fondamentalmente di due adattatori che possono essere collegati al connettore dock presente sull’iPad, una porta USB per fotocamere e un lettore di schede SD.
Ma con il passare dei giorni cominciamo anche a scoprire cosa manca sull’iPad, a partire dalle cose più evidenti.
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mercoledì, gennaio 27th, 2010 at
23:17
Quando si pensa ad un connettore USB siamo abituati a focalizzare, istintivamente, il plug USB presente su qualunque computer. Ma se ci fermiamo a riflettere, quando si parla di altri dispositivi, i plug USB sono ben diversi: basti pensare al plug delle stampanti o ai connettori dei cellulari. Ma andiamo con ordine.
Lo standard USB è stato definito nell’ormai lontano 1996 ed ha avuto immediata diffusione grazie al cosiddetto plug’n'play (che all’epoca di Windows 95/98 era piuttosto un plug’n'prey). Se la sua diffusione è stata favorita dalla possibilità di collegare rapidamente molteplici periferiche con un unico standard di connessione, in un secondo momento è stata valorizzata prevalentemente la possibilità offerta dai plug USB di collegare memorie di massa al PC/Mac. Read the rest of this entry
lunedì, gennaio 11th, 2010 at
23:07
Nei giorni scorsi dopo aver configurato Google Sync su un dispositivo Blackberry mi sono accorto che molto frequentemente comparivano a schermo continui messaggi che avvisavano di un certificato scaduto e non autorizzato. Non avevo associato immediatamente il problema a Google Sync, in quanto il messaggio di errore non faceva riferimento ad un’applicazione specifica, ma dopo un po` di prove mi sono accorto che lanciando la sincronizzazione manuale i messaggi comparivano all’istante. Stesso problema si verificava tentando di attivare Latitude nel menu di Google Maps per Blackberry.
Ho risolto il problema molto banalmente entrando nel menu Opzioni > Opzioni di protezione > Certificati ed impostando “Considera attendibile” sul certificato intestato a www.google.com.

Certificati sul Blackberry
Effettuata questa operazione il messaggio non si è più presentato.
domenica, agosto 9th, 2009 at
23:03
Stavolta il compito è stato molto più arduo del previsto perché il controller RAID SATA Promise TX4650 è veramente ostica da usare sotto Linux. La configurazione iniziale della macchina prevedeva 4 dischi SATAII da 1.5 TB in RAID5 (quindi 4.5 TB a disposizione) montati sulla TX4650. E soprattutto niente lettore floppy.
Dopo una rapida ricerca ho capito che nessuna distribuzione includeva il supporto per questa scheda: in realtà qua e là si legge che i “driver” sono stati inclusi in SLES a partire dalla versione 10.3, ma in OpenSuse 11.1 non ho trovato traccia dei driver. I driver sono disponibili direttamente sul sito del produttore, ma non potendo disporre di un lettore floppy ho dovuto scartare anche l’ipotesi di un caricamento dei driver in fase di installazione. Provando diverse distribuzioni ho anche incontrato molti problemi a causa del chipset della MoBo, uno NVIDIA nForce 610i, che si integra con una GeForce 7050 per la parte grafica. I driver per questo tipo di GPU sono praticamente inesistenti ed è inutile provare ad installare in modalità grafica: ci riuscirete solo con CentOS ma con continui freeze del sistema operativo.
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sabato, marzo 21st, 2009 at
13:48
L’installazione di Easy Peasy sul 901GO, come immagino su qualunque altro Eee PC, è abbastanza rapida ed indolore. Invece di passare per il solito CD masterizzato, la via più rapida consiste nell’impiegare un pendrive: l’immagine oltretutto “pesa” 865 MB e non può essere masterizzata su un CD…
Potendo disporre di un’altra macchina con Linux ho seguito questa procedura: durante il download dell’immagine in formato ISO di Easy Peasy, ho scaricato e installato UNebootin sull’altra macchina Linux. A questo punto il mio consiglio è quello di copiare l’ISO nell’HD della macchina Linux e collegare ad una porta USB il pendrive che si intende utilizzare, scollegando qualunque altro drive USB (pendrive, schede di memoria dischi esterni), a meno che non siate estremamente sicuri del percorso del device. Molto semplicemente, dopo aver collegato il pendrive potete inviare il comando df per visualizzare immediatamente l’elenco dei device (o partizioni) e dei punti di mount. Nel mio caso ho individuato immeditamente il pendrive come /dev/sdc1.
L’interfaccia di UNebootin è molto semplice (a proposito, in fase di installazione viene aggiunta una voce al menu Sistema che permette di lanciare l’applicazione): dopo aver spostato il selettore alla sezione “Diskimage”, selezioniamo l’immagine ISO che abbiamo scaricato e più in basso controlliamo che UNebootin abbia selezionato automaticamente il drive adatto su cui montare la ISO. In meno di cinque minuti, l’immagine sarà copiata sul pendrive e sarà pronta per l’installazione.
Colleghiamo il pendrive all’Eee PC e riavviamo la macchina. Sempre nell’ottica di limitare più possibile gli interventi in fase di post-installazione vi consiglio fortemente di effettuare l’installazione tenendo attivo il WiFi.
Non appena verrà visualizzata la schermata iniziale ASUS premete ripetutamente ESC fin quando non verrà proposto il menu per selezionare la periferica di avvio. Selezionate il pendrive e date INVIO. Se non si avvia immediatamente la finestra di caricamento con il logo “Easy Peasy”, premete nuovamente INVIO.
Seguite l’intera procedura di installazione e al termine riavviate la macchina. Veniamo ai problemi…
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venerdì, marzo 20th, 2009 at
10:53
Leggendo questo blog sarà chiaro che amo particolarmente i piccoletti di casa Asus. Gli Eee PC in versione netbook (non ho avuto ancora il piacere di maneggiare uno dei nuovi desktop) sono piccoli, leggeri e sufficientemente performanti una volta eradicato il virus denominato “Windows”.
Dopo aver usato proficuamente per diversi mesi un 900, mi è capitato per le mani un 901 GO e sono stato subito incuriosito dalle prestazioni del nuovo processore AtomW. Dopo aver utilizzato per qualche giorno il giocattolo senza alcuna modifica (ovvero: con Windows XP) mi sono scontrato con il solito problema verificatosi anche con i modelli precedenti. All’inizio la macchina sembra reggere in modo egregio Windows XP: l’avvio è rapidissimo e anche la risposta del sistema operativo è decisamente rapida nelle normali operazioni. Ma è sufficiente installare qualche aggiornamento e alcuni programmi necessari per la normale operatività che la situazione cambia radicalmente. Dieci secondi per aprire Internet Explorer sono una follia, e non si può certo pensare di utilizzare l’Eee PC senza installare alcunché: si ridurrebbe esclusivamente ad un terminale per l’utilizzo occasionale e sicuramente non professionale.
Dopo una settimana mi sono quindi ritrovato a collegare il lettore esterno con il CD di installazione di Ubuntu-eee 8.04.1 in mano. Nonostante sia stata rilasciata da qualche tempo EasyPeasy 1.0 (basata su Ubuntu 8.10), non ho avuto un’impressione positiva dopo averla installata su un 900, quindi ho preferito andare sul sicuro.
Il sito ufficiale di Ubuntu-eee è assicurata la totale compatibilità del 901 con la versione 8.04.1 (“Asus Eee 901 should be supported out of the box with Ubuntu Eee 8.04.1“), ma al termine dell’installazione ho fatto immediatamente una spiacevole scoperta: il modulo Wireless era attivo e pienamente supportato solo se abilitato dal BIOS all’avvio della macchina. Ogni tentativo di attivare il modulo dal sistema operativo con la combinazione Fn+F2 risultava in una sequenza di tentativi da parte del sistema (due riavvii del modulo) fino alla conclusione (avvio fallito).
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