BitLocker, FileVault, dm-crypt, True Crypt: nessuno è sicuro…
Agli inizi del 2008 uno staff di ricercatori della Princeton University ha reso noti i risultati di un esperimento il cui scopo era dimostrare la sostanziale vulnerabilità dei più diffusi sistemi di cifratura del disco attraverso la semplice analisi della memoria latente della RAM del PC.
Nonostante la memoria RAM sia per definizione volatile, mantiene le informazioni per diversi secondi da quando il PC viene spento. Questo tempo si allunga nel caso venga sottratta l’alimentazione prima che la memoria venga “svuotata” (come nel caso di spegnimento forzato del PC). Sottoponendo la RAM a temperature molto basse, con banali procedure di raffreddamento, sarà possibile prolungare in modo sensibile la permanenza delle informazioni.